Soldati italiani caduti in guerra: SURREALISMO JIHADISTA

19/09/2009

Dall’Italia fino a Gaza le raffiche di retorica di chi finge cordoglio per giustificare l’occupazione militare in Afghanistan mi hanno riportato alla mente uno scritto di qualche tempo fa.

L’ambiente differente, ma simile lo scenario.

Allora come oggi si cerca di rimescolare le carte,

e laddove si esporta la guerra, si convince l’opinione pubblica trattasi d’istallazione di pace,

spacciando per pacifisti degli uomini addestrati ad uccidere, che in Iraq come in Afghanistan hanno mietuto migliaia di vittime civili.

Restiamo Umani

Gaza city

Vik


Toc!  Toc!

Chi è che bussa alla mia porta?

“Sono La Guerra,

porto in dote La Morte

e vengo a riportarvi indietro una manciata di soldatini di stagno,

ci stavo giocando, si sono rotti.”


Ma è terribile!!!

Come è potuto succedere!

I nostri Eroi!

“Sono La Guerra,

vetusta meretrice,

non faccio distinzione fra militare e civile,

nè distinguo classe sociale.”


Ma i nostri soldati erano impegnati

in missione di Pace!

“La Pace?

io sono La Guerra.

Guerra e Pace stanno accanto al massimo in un romanzo russo.

Quando ci sono Io non c’è spazio per Lei.

Qui in Iraq poi,

quella fottuta non si è più fatta vedere,

se non nei televisori dei caffè di Baghdad

che rimandavano quelle vostre stupide manifestazioni

nelle quali sfilate con quella ridicola bandiera,

l’unica che non sono riuscita a intingere nel sangue.”


Ma i nostri valorosi combattenti!

insomma anche il presidente Ciampi ha parlato di “immenso dolore”!

“Sono la Morte

e adesso

mi svelo un poco.

Ero qui anche ieri,

ho bussato più volte alla vostra porta.

Tenevo in braccio una madre coi suoi figlioletti

uccisi come cani dinnanzi ad un checkpoint americano.

Ho bussato ma non mi avete sentito.

Ero qui anche il giorno prima,

con i resti umani di quella che era una festa di nozze

bombardata per errore dalle vostre bombe intelligenti.

Ho picchiato sui vostri usci con ogni singolo frammento d’ossa,

non mi avete dato retta.

Vi ho sentito invece accapigliarvi per il rincaro del petrolio;

anche questo merito mio.

Ero qui anche il giorno precedente,

e quello prima ancora, qui dinnanzi alle vostre case sin da quel fatidico 18 marzo 2003,

ho condotto lo scuolabus saltato su una mina destinata ai convogli dei vostri alleati,

ho fatti acquisti in un mercato poco prima che fosse vittima dell’ennesimo bombardamento errato,

vi ho portato da vedere i corpi decapitati dalla vostra intelligence,

da saggiare le anime dei torturati a morte delle vostre Abu Ghraib.

Ogni volta ho bussato,

e ogni volta avete finto di non sentirmi,

sino ad Oggi.

Valevano davvero così tanto quei vostri soldatini di stagno?

Ora devo andare, sapete ho tutte queste teste da mozzare,

questi corpi da spolpare, queste membra da amputare

Sono Grata ai governi occidentali per tutto il lavoro che ultimamente mi hanno fornito,

però

forse,

non pensate che meriti un po’ di riposo?

Mi mandate in vacanza?

Mi piacerebbe tanto visitare Tehran…

ho già iniziato a studiare il persiano…”

.

…to be continued…

(purtroppo)


vik alias guerrilla radio,

spesso viceversa.