Referendum il 12 giugno contro il nucleare

12/03/2011

Il terrificante terremoto di magnitudo 8.9 e il conseguente tsunami, che hanno colpito il Giappone, stanno mietendo in queste ore centinaia di vittime. Forse migliaia.

Una catastrofe naturale contro la quale l’uomo può fare ben poco.

Una seconda catastrofe, questa volta innaturale, e causata dalla scelleratezza di politici e affaristi, è annunciata come imminente: un’esplosione si è verificata nella centrale nucleare Fukushima,  è cresciuto di mille volte oltre la soglia normale il livello di radioattività registrato nella centrale, e il governo giapponese, che censura le notizie sulla reale gravità della situazione, ha iniziato a evacuare la popolazione nel raggio di 20 km.

Uno scenario che ricorda molto da vicino  il disastro di Chernobyl.

Qualcuno potrebbe tirare il fiato perché l’Italia questa volta non è coinvolta dalle fuga di radiazioni, ma a ben guardare non è così.

Gli scellerati del governo Berlusconi infatti fra un bunga bunga e l’altro hanno emanato una norma per la “realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”.

Il 12 giugno saremo responsabilmente chiamati ad abrogare questa norma con un referendum.

In vista della tragedia in corso in Giappone, mi unisco all’appello di coloro che richiamano all’attenzione verso questo referendum, in modo da non far venir meno il quorum, come si augurano quelli che Nucleare sì, ma lontano da Arcore.

Vittorio Arrigoni da Gaza city