Mubarak sempre più solo: non resta che preparare le bende e prendere le misure per il sarcofago

31/01/2011

30 gennaio 2011

Ore 11:05 egiziane

Scacciata la polizia di frontiera, a Rafah dalla parte egiziana l’esercito presidia il confine, da quella palestinese Hamas previene il passaggio a chiunque, nel timore che guerriglieri palestinesi possano aggregarsi alla lotta di liberazione egiziana.

Solo ai lavoratori dei tunnel è concesso l’accesso all’area.

Se si fermassero i tunnel, Gaza piomberebbe in una catastrofe umanitaria nel giro di pochi giorni.

Ore 11:48

L’ambasciata USA invita tutti i cittadini statunitensi a lasciare l’Egitto.

Ore 12:57 

Al Jazeera annuncia: “Le autorità egiziane hanno deciso la chiusura dell’ufficio di Al Jazeera al Cairo e ritirano gli accrediti ai nostri corrispondenti”

La verità è la prima vittima di ogni guerra.

ore 17:18

Almeno 200 mila persone di ogni età e classe sociale si sono riversate in Taheer square nel centro del Cairo così come decine di migliaia stanno continuando a protestare nei centri di Alexandria, Suez, Ismailia, Mansoura, e nelle altre principali città egiziane.

Momenti di panico un’ora fa quando caccia bombardieri hanno iniziato a sorvolare a bassa quota il centro della capitale, facendo temere un massacro imminente.

Un colonnello sceso in piazza ha rassicurato la folla che l’esercito è mobilitato unicamente a difesa dei civili e la inquietante presenza di aerei da guerra è per scoraggiare i folti gruppi di criminali che stanno saccheggiando la città.

Cittadini comuni si sono organizzati in comitati per difendere i quartieri delle città più grandi. Molti dei vandali e dei ladri fermati sono membri della polizia segreta di Mubarak.

Il ministro delle Difesa, Mohammed Tantawi, è stato visto abbandonare il suo ministero per rifugiarsi nella sede della tv nazionale. Rumors dicono che Tantawi sia entrato in aperta rottura con Mubarak per la volontà di utilizzare l’esercito per sedare le proteste.

Mohamed El Baradei, indicato dalle forze politiche di opposizione come mediatore con il regime, sta raggiungendo Taheer square, dove probabilmente terrà un discorso.

Cecchini appostati sul tetto del ministero dell’Interno questa mattina hanno mietuto diverse vittime. Ora l’esercito ha sgombrato l’area per evitare ulteriori spargimenti di sangue.

Il conto dei morti di questi 5 giorni di rivoluzione egiziana supera i 150, i feriti sono più di mille.

Mentre la televisione di stato trasmette immagini di repertorio che mostrano piazze e strade deserte, annunciando la fine delle proteste, Stati Uniti e Israele stanno digerendo a fatica il dato di fatto che il loro dittatore alleato è spacciato.

Non resta che preparare le bende e prendere le misure per il sarcofago.

Ore 18:00

Eroine, donne egiziane innamorate della Libertà:

http://www.facebook.com/album.php?aid=268523&id=586357675&fbid=493689677675&ref=mf

Ore 23:27

Vergogna Palestinese: dopo la telefonata di solidarietà di ieri a Mubarak, oggi a Ramallah Abu Mazen ha scatenato i suoi sbirri contro le libere manifestazioni dinnanzi all’ambasciata d’Egitto in sostegno alla lotta di liberazione dei fratelli egiziani.

NO COMMENT!!!

La testimonianza di un palestinese presente alla manifestazione e malmenato dalle forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese:

http://www.palrealtimes.com/?p=1430

Nella foto il presidente palestinese Mahmoud Abbas abu Mazen con il dittatore egiziano Hosni Mubarak. Notare come se ne stanno ben ancorati alle poltrone!

Ore 00:01

Altri prigionieri palestinesi sono riusciti a fuggire dalla prigione di Al Arish e sono tornati a casa. A Gaza.

Per martedì le forze di opposizione egiziane cercheranno di portare tutto l’Egitto in piazza, e che sia la definitiva spallata al dittatore migliore amico di USA e Israele.

La rivoluzione continua.

Restiamo Umani

Vik da Gaza city