La Repubblica dei miei stivali e i suoi feticisti (Diario dall’assedio di Gaza # 3)

27/05/2010

Loro sono Pazzi, addirittura Feticisti per La Repubblica.

Noi un po’ meno.

Renzo, caro amico di Ferrara visceralmente appassionato alla causa palestinese, gestisce una pagina web nella quale spulcia articolo per articolo, tutte le inesattezze e le verità fuorvianti che il Corriere della Sera dedica a questo spicchio di mondo insanguinato.

E’ un lavoro amatoriale ammirevole, che dovrebbe coinvolgere più persone e allargarsi alla totalità dei media italiani, come è noto afflitta quasi in toto da “scogliosi devozionale” verso Israele.

MartinV ha commentato sul mio blog a proposito della perniciosa abitudine di Repubblica nel considerare l’esistenza della Striscia di Gaza solo ed esclusivamente tramite episodi di colore:

“i suoi lettori devono sapere di Gaza sono solo cose belle… del paradiso terreste in cui vive Vik, dopo le foto dei bambini felici nella Aqualand locale qualche settimana fa, ecco che si parla di un campionato del mondo di calcio amatoriale…al lettore de La Repubblica si deve dire che a Gaza si divertono da matti..”.

E in effetti che a Gaza persista da più di tre anni un assedio, con tutte le sofferenze che questo comporta ad una popolazione civile di più di un milione e mezzo di persone, i lettori dei maggiori quotidiani nazionali devono conoscerlo attraverso altri canali mediatici. Del fatto che nella Striscia i magazzini degli ospedali si svuotano di medicinali, e i cimiteri si riempiono di tombe di malati non curabili, del fatto che se mi affaccio alla finestra proprio in questo istante, e l’ho appena fatto, a occhio nudo è possibile scorgere una nave da guerra israeliana, che assale degli sparuti pescherecci palestinesi di un miglio al largo pacificamente a caccia di sardine, o dell’invasione di carri armati, che questa mattina hanno spianato ulteriori ettari di terreni coltivati a est di Khan Younis, poco importa ai caporedattori dei nostri maggiori giornali.

Fin quando la rete sarà in grado di respirare in libertà, vale a dire per poco tempo grazie al bavaglio del DDL Alfano, saremo ancora in grado di sopperire a questa voluta lacuna di informazione.

Ragion per cui sono qui a raccontare della fine di Fuad Ahmad Matar, un anziano contadino di 78 anni, che venerdì scorso aveva lasciato la casa al mattino e non vi ha piu’ fatto ritorno. I familiari hanno ritrovato il suo corpo freddato da un cecchino israeliano, a circa 500 metri dal confine a est di Jabalia, a due passi da un cimitero. Si era recato a pregare sulla tomba del padre, ora sono i figli che rischiano di morire sotto il fuoco dei soldati ogni giorno, andando ad onorare la sua lapide.

Oggi nuova incursione ad Al Faraheein, Est di Khan Younis dicevo, quando i carri armati si sono ritirati hanno lasciato sul suolo due adolescenti palestinesi sanguinanti, ammazzati.

Della loro morte come del vecchio pastore non troverete traccia domani ne su Repubblica ne sul Corriere, la loro unica colpa è stata quella di essere nati, vissuti e morti arabi.

Intanto si avvicina la data della partenza da Cipro della flottiglia di 9 navi cariche di centinaia di attivisti, giornalisti e politici e di migliaia di tonnellate di aiuti destinati a Gaza. Israele continua a minacciare un attacco di pirateria per fermare la spedizione umanitaria. Il mio amico Ahmed, sarcastico, mi ha detto “il giorno della partenza delle navi è l’occasione giusta dell’Iran per attaccare Israele, o degli Hezbollah per andare a poggiare la loro bandiera a Gerusalemme…

In effetti a quanto pare, nelle più idiote e surreali contrapposizioni possibili, buona parte della marina e dell’aviazione israeliana sarà mobilitata fra pochi giorni per fermare alcune barchette tinteggiate di rosa cariche di attivisti, sacchi di cemento e container di giocattoli.

Noi saremo con loro, salperemo dal porto di Gaza con tutti i pescherecci disponibili per andare loro incontro, e ci auguriamo che il mondo ci venga dietro.

Restiamo Umani

Vittorio Arrigoni