La prigione di Gaza vista dal di fuori

22/09/2009

E così sono sulla via di casa, mentre i miei incubi mi condannano a rimanere incatenato a vita a Gaza.

Dopo un anno di condanna sono riuscito a evadere di prigione, grazie al colore della mia pelle e al mio passaporto. E’ falso affermare che i diritti umani sono universali, hanno invece cittadinanza. E a beneficiarne sono spesso coloro che li bistrattano.

Dietro le mie spalle di nato fortunato in Italia, un milione e mezzo di persone arrancano da più di sessant’anni per tornare a godere di un beneficio simile.

Il diritto a restare umani.

Restiamo Umani

Vik da Al Arish,

Egypt.

Ps. Oltre la fatalità di essere nativo italiano, il mio passaggio sorprendentemente così subitaneo è merito dell’interesse degli amici che fin qui mi hanno sempre seguito e supportato. Shuqran hermanos. Da domani s’inizia un’altra intifada, meno corporea e più verbale. Si tratta di rendere itinerante un anno di vita vissuta a Gaza. Perché capire significa condividere. Cercherò di muovere i miei passi ovunque mi sarà data voce, e la mia lingua sarà quella dei cuori ammutoliti, ma mai arresi, di Gaza.