Il Palestinian Center for Human Rights condanna fortemente l’attacco ai manifestanti del 15 marzo

18/03/2011

PCHR Condanna con vigore gli attacchi alle dimostrazioni pacifiche a Gaza

Mercoledì 16 marzo 2011 00:00 Ref: 18/2011

Ieri, Martedì 15 marzo 2011, migliaia di palestinesi si sono radunati in piazza al-Katiba e nella piazza del Milite Ignoto nella parte ovest della città di Gaza. I manifestanti stavano dimostrando per la fine della frammentazione politica in corso nel territorio palestinese occupato (OPT). Queste manifestazioni sono state organizzate in risposta ai diversi appelli alla riunificazione lanciati in precedenza dai giovani palestinesi tramite Facebook.

Secondo le indagini svolte, le dichiarazioni di testimoni oculari raccolte dal Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR), circa alle 19:00 del 15 marzo 2011, una gran numero di persone in abiti civili, armate di bastoni, hanno circondato i manifestanti in piazza al-Katiba. Alcune di queste persone erano armate di fucili e altre erano alla guida di moto. Hanno abbattuto le tende installate dai dimostranti e dal sindacato dei giornalisti. Hanno attaccato i dimostranti e li hanno picchiati con bastoni e mazze, nel tentativo di disperderli.

La polizia ha immediatamente intensificato la sua presenza nella scena. In concomitanza con l’arrivo di agenti in abiti civili, i poliziotti hanno inseguito i manifestanti nelle strade vicine. I poliziotti hanno anche inseguito le manifestanti donne, arrestandone due e portandole in località vicine. I poliziotti hanno picchiato le donne a pugni, calci e bastonate, insultandole. Alcune delle donne picchiate presentava lividi in tutto il corpo.

PCHR condanna con forza questi attacchi contro le donne. Secondo attivisti per i diritti umani del PCHR presenti sulla scena, poliziotti in divisa e agenti in borghese hanno duramente picchiato con pugni, calci e bastoni i manifestanti che fuggivano dalla piazza. La polizia ha inseguito fotografi e giornalisti che lavorano per le agenzie di stampa che erano presenti alla scena, sequestrando alcune telecamere. Un certo numero di giornalisti sono stati duramente picchiati e hanno riportato contusioni e fratture. Mohammed al-Baba, fotografo dell’AFP, è stato duramente picchiato e ha subito una frattura alla mano sinistra .

La Polizia ha installato molti posti di blocco per le strade di Gaza City, perquisendo molte auto. I dati disponibili indicano che la polizia ha arrestato un certo numero di giovani palestinesi, mentre erano di ritorno alle loro case.

In serata, il Ministero dell’Interno ha pubblicato un comunicato stampa in cui afferma che: i membri dei gruppi di manifestanti che erano in piazza al-Katiba erano per lo più membri di Fatah, in particolare membri della ex servizi di sicurezza….”Hanno cercato di strumentalizzare la dimostrazione, al fine di creare caos. Gridavano slogan incendiari contro il governo. Le forze di sicurezza sono intervenute per disperdere la folla e costringere i membri di Fatah al rispetto della sicurezza e al rispetto della legge“.

Tuttavia, attivisti per i diritti umani del PCHR presenti sulla scena affermano che i manifestanti presenti in piazza al-Katiba Square erano pacifici. I manifestanti non hanno effettuato alcuno slogan o innalzato bandiere di alcuna fazione politica.

PCHR condanna l’uso della forza per disperdere i manifestanti, gli insulti e i pestaggi di manifestanti, tra cui donne e bambini, nella piazza di al-Katiba da parte di membri della polizia e di agenti in abiti civili.

PCHR condanna anche gli attacchi contro i giornalisti e:

1. Sottolinea che riunirsi pacificamente è un diritto fondamentale garantito dalla Legge palestinese e dalle convenzioni internazionali sui diritti umani.

2. Sottolinea che è necessario adottare le misure necessarie per consentire ai giornalisti di esercitare le loro funzioni liberamente in modo da rafforzare il diritto alla libertà di opinione e preme affinchè sia consentita la libertà di stampa garantita dalla Costituzione e dalle convenzioni internazionali sui diritti umani. Il PCHR fa notare che picchiare i giornalisti e confiscare le loro macchine fotografiche costituisce un tentativo di repressione, volta a sopprimere informazioni.

3. Condanna fermamente la detenzione di dimostranti, donne comprese, da parte dei  membri della polizia e agenti in abiti civili, e condanna i violenti pestaggi e le aggressioni verbali.

4. Invita il governo a Gaza ad aprire delle serie indagini sugli attacchi contro i manifestanti, e soprattutto sulla partecipazione delle persone in abiti civili, che non hanno alcun diritto giuridico di attaccare i manifestanti, e di pubblicare i risultati delle indagini.

Il documento in inglese.