Il massacro quotidiano dei lavoratori palestinesi

23/12/2010

Il mio articolo di ieri per Peacereporter.net

E’ sorprendente constatare quanti giornalisti internazionali, anche fra i più quotati, una volta giunti a Gaza riportino come l’assedio si sia attenuato osservando i negozi strapieni di cianfrusaglia e il declino del mercato nero dei tunnel negli ultimi mesi.

Senza necessariamente subentrare nella Striscia basterebbe documentarsi con i rapporti delle maggiori organizzazioni per i diritti umani per comprendere la situazione reale.
Recentemente, 21 fra le maggiori ONG che operano a Gaza, fra le quali Amnesty International, Oxfam, Save the Children, Christian Aid and Medical Aid for Palestinians hanno denunciato come un milione e mezzo di abitanti della Striscia, (più della metà sono bambini) continuano a essere strangolati da un assedio illegale sotto ogni punto di vista.

Nel rapporto, nominato “Speranze svanite, la continuazione del blocco di Gaza” si fa luce sulle promesse disattese d’Israele di un allentamento dell’assedio all’indomani del massacro della Freedm Flotilla.
Secondo l’ONU, Israele ha permesso l’entrata a solo il 7% del materiale necessario per la ricostruzione degli ospedali e delle scuole danneggiate o distrutte durante l’offensiva Piombo Fuso, e ciò, fra le altre cose, quest’anno ha comportato l’impossibilità d’accesso all’istruzioni ad oltre 40 mila studenti. L’economia continua a essere al collasso per via del blocco delle importazioni e delle esportazioni, con il 93% delle industrie chiuse e oltre il 70% della forza lavoro disoccupata.

L’88% della popolazione continua a vivere di aiuti, sotto la soglia di povertà.

L’imposizione della “buffer zone”, quella porzione di terra  nei pressi del confine che Israele ha di fatto sequestrato sparando a chiunque si avvicini, secondo l’ONU riguarda terreni fertili dal confine fino a un chilometro e mezzo nell’entroterra palestinese, cioè il 35% del totale dei terreni coltivabili a Gaza e che ora sono lasciati incolti.

E’ proprio avvicinandosi a queste zone di confine che si ha la misura di quanto l’assedio non si sia affatto attenuato, ma al contrario stretto attorno alle vite dei suoi abitanti, rendendo la vita impossibile ai contadini e ai molti raccoglitori di materiale edile di riciclo dai palazzi in macerie.

Dall’inizio di novembre ad oggi, il Palestinian Center for Human Rights  e l’International Solidarity Movement hanno documentato 31 attacchi compiuti dai soldati israeliani al confine direttamente contro civili palestinesi, 6 di queste vittime sono bambini.

15 dicembre

Circa  alle 9 50 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione poste sul confine Nord della Striscia di Gaza, nei pressi di Beit Lahiya, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo alla gamba sinistra Waleed Nasser Marouf di 21 anni originario di Beit Lahia.

14 dicembre

Circa  alle 8:00 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione poste sul confine Nord della Striscia di Gaza, nei pressi di Beit Lahiya, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo ad un piede e alla mano sinistra Mohammed Motei Shkhaidem, 23 anni di Beit Lahia.

Circa tre ore più tardi, gli stessi cecchini hanno ferito alla gamba sinistra Jom’a Abu Warda, 29 anni, originario di Jabalya.

Verso le 13 pm, sempre nella stessa zona, i soldati israeliani hanno sparato ancora e gambizzato un altro civile: Fadi Fareed Abu Hwaished di 18 anni.

12 dicembre

Circa  alle 8:00 am cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione poste sul confine Nord della Striscia di Gaza, nei pressi di Beit Lahiya, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo ad una gamba Aziz Aayesh al-Sous, 34 anni originario di Beit Lahia.

11 dicembre

Circa  verso le 11:55 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione poste sul confine Nord della Striscia di Gaza, nei pressi di Beit Lahiya, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo ad una gamba Suhaib Sami Mrouf, di 16 anni.

10 dicembre

Circa alle 08:20 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione poste sul confine Nord della Striscia di Gaza, nei pressi di Beit Lahiya, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo ad una gamba Ibrahim Ghaben, 16 anni di Beit Lahia, che si trovava a 150 metri dal confine.

Circa alle 9:00 am, soldati israeliani appostati sul confine Sud Est della Striscia di Gaza con Israele, nell’area di Khuza a est di Khan Younis, hanno sparato verso dei contadini palestinesi che lavoravano la terra a circa 800 metri. Nidal Hassan al-Najjar di soli 16 anni, è rimasto ferito al piede destro.Ogni giorno! Ogni giorno! Questa cose avvengono ogni giorno!
Così lo zio di Nidal agli attivisti dell’ISM che sono andati a trovarlo all’ospedale.

9 dicembre

Circa alle 7:30 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione poste sul confine Nord della Striscia di Gaza, nei pressi di Beit Lahiya, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo alle gambe Sultan Sad Izmail, 29 anni e Ahmed Sad Ghaben, 20 anni.

4 dicembre

Circa alle 9:00 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione poste sul confine Nord della Striscia di Gaza, nei pressi di Beit Lahiya, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile.
2 civili colpiti e feriti alle gambe dai proiettili israeliani: Mohammed Ata al-Hossoumi di 22 anni e Bilal Shaban al-Hossoumi di 17 anni.

Bilal da 5 mesi aveva dovuto sostituire al lavoro il fratello ventiseienne, anch’esso rimasto ferito dai soldati israeliani più o meno nella stessa zona. Mohammed Ata al-Hossoumi che prima dell’inizio dell’assedio della Striscia di Gaza lavorava presso una fattoria, ora non ha trovato altro impiego che recarsi al confine a raccattare materiale edile riciclabile, pietre e ferro. “Non m’importa se mi sparano ancora una volta uscito di qui, m’importa solo della mia famiglia, e di come riuscire a  sfamarla.” Ha dichiarato Mohammed ad un attivista dell’ISM all’ospedale Kamal Udwan.

Un’ora dopo i primi 2 ferimenti, nella stessa aerea soldati israeliani hanno sparato ancora e ferito un altro operaio palestinese, Marwan Mahmoud Ma’rouf, di Beit Lahia, colpito da un proiettile al piede destro.

Bilal Sha’ban al-Hossoumi e Mahmoud Ma’rouf hanno subito diverse fratture alle gambe, essendo stato colpiti da proiettili “dum dum”, proiettili che esplodono all’impatto, vietati dalle convenzioni internazionali.

2 dicembre

Circa alle 10:10 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione sul confine Nord della Striscia di Gaza, nei pressi di Beit Lahia, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero di materiale edile riciclabile a circa 400 metri dal confine.
Schegge di proiettile hanno ferito al piede ‘Alaa’ Nafez Barakat, di 21 anni, originario del campo profughi Al Shati, a Overt di Gaza city.

30 novembre

Circa alle 07:20 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione poste sul confine a Nord Ovest di of Beit Lahia, a Nord della striscia di Gaza hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero da delle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo alla gamba Ismail Saed Ghaben, 31 anni, originario di Beit Lahia.

Non è la prima volta che Ismail viene ferito. Nel 2004, durante una incursione israeliana, i soldati delle forze di occupazione gli spararono ad un ginocchio. Nel 2008 fu ferito ancora da un proiettile ad una mano. Questa volta gli è andata peggio delle precedenti: i chirurghi dell’ospedale Kamal Udwan hanno dovuto amputargli 3 dita del piede. Anche 2 fratelli di Ismail in passato sono stati feriti mentre lavorano nei pressi del confine.

Un’ora dopo il primo ferimento nella stessa zona i soldati israeliani hanno sparato e colpito alle gambe altri tre lavoratori palestinesi: Ghassan Mas’oud Abu Riala di 21, anni, e Ameen Akram Abu Shawish, di 22 anni, entrambi originari di Zaytoun, a Nord a Gaza City. E Nader Mohammed al-Anqar, di 21 anni, proveniente da Beit Lahia.

“Non è un crimine questo?” è intervenuto il padre di Ameen durante la visita ai feriti degli attivisti dell’ISM, “gli hanno sparato un proiettile dum-dum!” Secondo le convenzioni di Ginevra, che hanno messo al bando questo tipo di proiettile, sì, questo è un crimine.

Circa due ore dopo, alle 10:40, cecchini israeliani ancora in azione: colpito Bayan Farouq Tanboura, di 26 anni, contadino di Beit Lahia che si stava recando ad acquistare delle patate su di un campo posto a circa 600 metri dal confine, ignorando che una incursione israeliana era in corso.

Anche 2 fratelli di Bayan in passato sono stati colpiti dai proiettili israeliani: Adham e Kaled.

28 novembre

Circa alle 08:15 am,

cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione vicine a Beit Hanoun (Erez), al confine Nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo ad una gamba Mukhles Jawad al-Masri di 15 anni, originario di Beit Hanoun che si trovava a circa 500 metri dal confine.

“Per via dell’assedio, non ci sono molte possibilità di sopravvivenza per la mia famiglia. Siamo in 17 a casa e io riesco a portare del cibo sulla tavola solo riciclando materiali di scarto. E’ un lavoro pericoloso che mi consente di guadagnare appena 30 shekels al giorno (circa 6 euro), ma è l’unica possibilità che ho per aiutare la mia famiglia.”Ha raccontato Mukhels agli attivisti dell’ISM. Il padre ha aggiunto al racconto: “tutti i giorni proviamo paura quando lo vediamo uscire di casa per andare al lavoro, ma è tutto quello che abbiamo. Tutte le volte temiamo che qualcuno corra ad avvisarci che Mukhels è stato arrestato o ferito dai soldati”.

Circa un’ora dopo, nella stessa zona, i soldati israeliani hanno ferito ad una gamba un altro giovane lavoratore palestinesi: Khalil al Zanin, 20 anni, originario di Beit Hanoun, e poco più a ovest, sempre alla stessa ora, a finire gambizzato era Mamdouh ‘Aayesh al-Sous, di 28 anni, di Beit Lahya.

“Mi trovavo a circa 130 metri dal confine. Vicino a Israele, ma nella nostra terra. Abbiamo 100 giovani piante di ulivo che necessitano di cura, per cui andavo spesso in quella zona. Certamente i soldati israeliani mi conoscono, sono abituati a inquadrami con le loro telecamere. Non so perché mi hanno fatto questo.”

27 novembre

Circa alle 9:10 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione sul confine Nord fra la Striscia di Gaza e Israele, nei pressi di Beit Lahia, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile ferendo ad un gamba Shamekh Said al-Debes, 16 anni, originario di Jabalya . 3 ore dopo nella stessa zona, a essere colpito alle gambe è stato Ahmed Mahmoud Jarbou’, di anni 26, pescatore proveniente dal campo profughi di al-Shati, Ovest di Gaza City, che stava pescando vicino alla riva.

“Per più di un anno sono andato a pescare nella stessa zona. I soldati israeliani mi osservavano ogni giorno: sanno che sono solo un pescatore! Non c’era nessuna ragione, non ho dato loro nessun motivo di sospetto, non stavo facendo assolutamente nulla di anormale poco prima che mi sparassero. Eppure lo hanno fatto, senza neanche un colpo di avvertimento. Il solo colpo che ho sentito è quello che ha centrato la mia gamba.”
Ha raccontato Ahmed agli attivisti dell’ISM, aggiungendo: “Sono padre di due figli, e non abbiamo altro con cui sopravvivere se non il frutto della mia pesca”.

Alle 14:00 pm. circa, cecchini israeliani ancora all’attacco di civili palestinesi nei pressi del confine Nord della Striscia a Beit Hanoun (Erez). Colpito ad una gamba l’ennesimo operaio palestinese impegnato nel recupero di materiale edile riciclabile: Khalid Ashraf Abu Sitta, di 21 anni, originario di Beit Hanoun.

Il fratello della vittima si è rivolto così ad un attivista dell’ISM: “Khalid ha lavorato nella stessa area per più di sette mesi. Sono sicuro che i soldati lo conoscono, eppure gli hanno sparato senza neanche un colpo di avvertimento”.

24 novembre

Circa alle 09:45 am., cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione vicine a Beit Hanoun (Erez), al confine Nord della Striscia di Gaza hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo al piede sinistro Rami ‘Aayesh al-Shandaghli, 28 anni, originario di Jabalya town, che si trovava a circa 400 metri da confine.

19 novembre

Circa alle 08:20 am cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione sul confine Nord fra la Striscia di Gaza e Israele, nei pressi di Beit Lahia, hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile ferendo al piede destro Mohammed Isma’il al-Ghandour, 34 anni, orignario di Beit Lahia town, che stava lavorando a circa 70 metri dal confine.

13 novembre

Circa alle 09:00 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione vicine a Beit Hanoun (Erez), al confine Nord della Striscia di Gaza hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile, ferendo alla gamba destra Ammar Khalil Hamdan, 22 anni originario di Beit Hanoun, che stava lavorando a circa 400 metri dal confine.

12 novembre

Circa alle 08:15 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione vicine a Beit Hanoun (Erez), al confine Nord della Striscia di Gaza hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile ferendo alla gamba destra Bashir Sami ‘Aashour, 20 anni, originario di Beit Hanoun, mentre stava lavorando a circa 50 metri dal confine.

10 novembre

Circa alle 07:45 am, cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione vicine a Beit Hanoun (Erez), al confine Nord della Striscia di Gaza hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero di materiale edile riciclabile, ferendo alla gamba Ibrahim Yousef Ghaben, 28 anni originario di Beit Lahia.

Il fratello di Atif ha descritto agli attivisti dell’ISM la scena del ferimento:
“gli hanno sparato da un torre di osservazione alla gamba quando si trovava a 600 metri dal confine. Gli amici lo hanno caricato su un carretto trascinato da un somaro fino a dove è potuta arrivare l’ambulanza. I dottori dicono che il proietille era un “dum dum”, che esplode all’impatto, che gli ha frammentato l’osso in più parti”.

7 novembre

Circa alle 06:15 am. cecchini israeliani appostati su una delle torri di osservazione vicine a Beit Hanoun (Erez), al confine Nord della Striscia di Gaza hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi impegnanti nel recupero dalle macerie di materiale edile riciclabile ferendo alla gamba sinistra Karam Talal al-Adham, 19 anni, originario di Beit Lahia.

2 novembre

Circa alle 11:00 am, soldati israeliani appostati sul confine Nord Est del centro della Striscia di Gaza hanno aperto il fuoco verso un gruppo di lavoratori palestinesi che stava raccogliendo materiale di riciclo come ferro, plastica e alluminio a 300 metri dal confine.
Hussam ‘Abdul Hafez al-Khaldi di 34 anni, è stato colpito da un proiettile alla spalla destra.

5 ore dopo, alle 16:00, ambulanze palestinesi sono riuscite ad avvicinarsi al confine Est di Khan Yunis, per recuperare il corpo ferito di Mahmoud Mohammed Shirrir, 34 anni originario di Abbassan village. Shirirr, un disabile mentale, si era avvicinato al confine e i soldati israeliani non hanno esistato a sparargli addosso sebbene chiaramente non rappresentasse una minaccia. Il proiettile gli ha perforato l’anca sinistra.

Nella quasi totalità dei casi esaminati, i cecchini israeliani hanno sparato contro i civili palestinesi senza alcun colpo di avvertimento.

Spesso i proiettili utilizzati sono “dum dum”, vietati dalle leggi internazionali.

Spesso i cecchini puntano alle ginocchia dei civili, in modo da provocare invalidità permanenti.

Secondo il PCHR, gli attacchi ai lavoratori palestinesi nella buffer zone hanno raggiunto una escalation senza precedenti: 81 lavoratori feriti e 9 uccisi dall’inizio dell’anno.

Il massacro dei lavoratori palestinesi è destinato a continuare anche nel nuovo anno nell’impunità della comunità internazionale, e pressoché nel silenzio dei media di massa.

Restiamo Umani

Vittorio Arrigoni da Gaza city

(foto dei feriti by ISM Gaza)

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