I funerali di Mario Monicelli, l’ultima zingarata del maestro bischero

02/12/2010

Il trasporto del dolore per il trapasso di Monicelli non è legato al suo ultimo, dignitosissimo gesto, ma al fatto che l’Italia ha perso un altro dei suoi grandi maestri di vita e di arte, uno dei più umili, uno di noi.
Il mio tributo in questo spezzone di film che ha sempre fatto ridere e piangere me e mio padre in egual misura:


Tra gli avvenimenti che hanno segnato di più la vita di Mario Monicelli c’è senz’altro il suicidio del padre, Tomaso Monicelli noto giornalista e scrittore antifascista, avvenuto nel 1946. A tal riguardo disse:

«Ho capito il suo gesto. Era stato tagliato fuori ingiustamente dal suo lavoro, anche a guerra finita, e sentiva di non avere più niente da fare qua. La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena. Il cadavere di mio padre l’ho trovato io. Verso le sei del mattino ho sentito un colpo di rivoltella, mi sono alzato e ho forzato la porta del bagno. Tra l’altro un bagno molto modesto.»

“Gli uomini vestiti da soldati sono sempre a proprio agio, non c’è bisogno di ingaggiare degli attori professionisti per questo. Così come le donne: se le vesti da puttane, va sempre bene.

“La vera felicità è la pace con se stessi. E, per averla, non bisogna tradire la propria natura.”

Mario Monicelli

Ecco alcuni dei migliori commenti di suoi estimatori sul mio Facebook e Youtube:

Monicelli muore e Fazio fa audience. Istantanea dal terzo millenio. –  Marian H.

Mi piace il tuo commento Vittorio. Un altro schiaffo morale a Fazio & co., soprattutto ai loro messaggi di cordoglio.. quanta ipocrisia. PS: “ma che è morto sul serio?“. –  Sebastiano O.

Mi piace questa descrizione di Monicellii fatta da Suso Cecchi D’Amico e mi piace pensare che ora in un certo senso si sono ricongiunti: “Non vorrei però che […] ti facessi l’idea di un Monicelli dal carattere rassicurante, perché tra i miei amici presenti e passati Monicelli è senza dubbio il più segreto e il più pericoloso, capace di gesti clamorosi rigorosamente in contrasto con i suoi interessi, se non addirittura con i suoi sentimenti. È il re dell’ understatement, che io chiamo pudore, e nessun regista-autore al mondo ne ha mai avuto tanto nel proprio lavoro. Monicelli si farebbe impiccare piuttosto che parlare di «ispirazione», di «anima», di «creatività». Non direbbe «noi artisti» neppure sotto tortura, né farebbe mai un capriccio per ottenere il dovuto da un produzione, ma lo farà per ottenere l’inutile, e tutto a suo danno.-  Elisa L.

Che uomo Mario Monicelli: 95 anni e saper scegliere ancora una volta di sfidare ogni convenzione… Un salto ed è volato via…mi piace immaginarlo accolto con abbracci e spintonate da vecchi amici trasformati in altrettanto meravigliose energie…Volontè, Gassman, Tognazzi, Mastroianni, Sordi, Salvatori...- C.L.

Bischeraccio, l’hai fatta anche al Padreterno! Sono convinto che, mentre volavi via, ridevi di tutti noi che non sappiamo vivere divertendoci e che non avremo mai la tua dignità nella morte.– Embi

Monicelli l’ha fatto per sottrarsi alle grinfie della Binetti e Roccella, le suore di Eluana. L’ha viste entrare nella stanza, è saltato dal letto, gli ha fatto Toh! e si è buttato.– Dino B.

Sbidicuda veniale con la supercazzola prematurata, confesso, come foss’antani con scappellamento a destra, contastinato ammàliti, fitfy fifty, [incomprenisbile ], come fosse mea culpa…
Giunto in cielo, il buon Mario avrà supercazzolato anche il Padreterno, sicuro…– Alessandro E.

Un’ultima zingarata a Gaza in onore del maestro bischero.

Vik da Gaza city