Chi uccide i morti?

18/06/2009

il mio pezzo di oggi per Infopal:

Chi uccide i morti?

Domenica mattina ci siamo recati a Beit Hanoun per cercare il corpo di un giovane pastore beduino, Ahmed Abu Hashih, 19 anni,  scomparso il 21 aprile.

Gaza è una prigione, non si entra, non si esce, quindi quando qualcuno “scompare” significa che giace cadavere vicino al confine, dove in effetti Ahmed era solito recarsi per pascolare il suo bestiame. Per 54 giorni i familiari del ragazzo, hanno implorato alla Croce Rossa Internazionale di coordinarsi con l’esercito israeliano e accompagnarli alla ricerca del corpo del ragazzo. La Croce Rossa Internazionale, per 54 giorni, si è rifiutata di accompagnarli con questa motivazione: troppo pericoloso.

Perciò il padre di Ahmed ha chiesto a noi.

Di buon mattino proprio con il padre e il fratello di Ahmed, noi, internazionali dell’ISM, insieme a 5 palestinesi dell’ONG “Iniziativa Locale”, ci siamo recati vicino al confine e abbiamo iniziato le ricerche.
Otto jeep israeliane si sono appostate immediatamente lungo il reticolato, e hanno iniziato a spararci contro. Abbiamo avvertito chiaramente anche l’esplosione di granate. Dopo una mezz’ora, che mi è parsa infinitamente lunga, incescispicando in arbusti spinosi ed evitando accuratamente di finire coi piedi su qualche mina, abbiamo trovato il corpo di Ahmed, o meglio, quel che ne era rimasto.

Abbiamo steso il cadavere su un telo e quando lo abbiamo sollevato, gli spari dei soldati israeliani si sono fatti più intensi e più ravvicinati. Una volta fuori dal tiro dei cecchini, abbiamo caricato il corpo su un carretto trainato da un somaro, conducendolo verso un’ambulanza in nostra attesa alla fine di una strada sterrata.

I familiari di Ahemd alla vista del cadavere si sono sciolti in un dolore indescrivibile, un dolore covato per 54 giorni di vane speranze dilagava come un fiume in piena.

Lunedì ci siamo recati alla veglia funebre. Una famiglia molto povera, ma generosa e ospitale, come è tradizione per i beduini. Il padre non cessava un istante di ringraziarci per averli aiutati a dare degna sepoltura a suo figlio, e contemporaneamente per la pace al suo cuore eroso dalla disperazione dell’incertezza.

Ora ripeto a voi, chi uccide i morti?

Chi non ha alcun rispetto per la vita, non teme di oltraggiare neanche la morte.


Restiamo Umani

Vittorio Arrigoni