Berlusconi e i giudici, gli ebrei, Rosy Bindi e la bestemmia

01/10/2010

Dopo le volgari esternazioni del suo ministro preferito, Bossi, e i proclami fascisti del suo pupillo al senato Ciarrapico, il 74esimo compleanno, Berlusconi non poteva certo festeggiarlo come tutti i normali nonni ai giardinetti coi nipoti, ma era doveroso ergersi a capo branco della destra più becera e razzista dal dopoguerra ad oggi.

Ecco qui di seguito, la solita inveita contro i giudici additati come delinquenti, una vecchia storiella sugli ebrei che non si stanca di ripetere, a parte quando viaggia in Israele, (la stessa l’aveva già raccontata l’anno scorso) e una barzelletta sessista contro Rosy Bondi culminata con bestemmione finale (con buona pace dei devoti Monsignori Bagnasco, Bertone e Fisichella).

Kierkegaard potrebbe riassumere benissimo così la situazione italiana:

La nave e’ ormai in preda al cuoco di bordo e ciò che trasmette al microfono del comandante non è piu’ la rotta, ma ciò che mangeremo domani”.

Vik Da Gaza city

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