Angeli chiusi in gabbia e neonazismi travestiti da siti di informazione

08/08/2009

Dalla settimana scorsa i cuccioli d’uomo di Gaza city sono primatisti mondiali nel Guinness Dei Primati,

e quindi assurti agli onori dell’attenzione mediatica,

non perché durante 3 giorni di bombardamenti 430 di loro sono stati uccisi e 1.855 sono rimasti feriti.

Non per la più alta densità di bambini intrappolati in una minuscola Striscia di terra.

Non per gli elevatissimi tassi di malnutrizione (a Gaza, un bambino su 10 è affetto da deperimento)

di anemia, (uno su 2 è affetto da anemia, 1 su 3 da ritardi della crescita e il 75% dei bambini sotto i 5 anni soffre di carenze di vitamina A).

Primatisti a Gaza non perchè la maggioranza dei bambini muore nel primo mese di vita, poiché nati prematuramente o con peso insufficiente alla nascita, a causa della mancanza di medicinali, attrezzature e assistenza appropriata (TUTTI DATI UNICEF),

come risultato delle criminali poltiche di assedio e occupazione israeliane.

Ma primatisti per essere riusciti a far volare contemporaneamente tremila aquiloni

oltre il filo spinato e le torri dei cecchini al confine che li osservavano.

Un palliativo alla libertà negata.

Angeli in gabbia, come imparare a volare via dall’assedio di Gaza:

http://www.youtube.com/watch?v=qBsoXcQHRY0

Sempre sulla carne innocente dei bambini palestinesi,

c’è che si diletta a marchiare la menzogna della propaganda sionista.

Cosa vedete in questa foto?

altre foto:

http://almoltaqa.ps/english/showthread.php?p=50007

A due occhi lucidi e coerenti,

appaiono dei giovani sposi accompagnati per mano dalle damigelle sulla via dell’altare.

Spacciando per notizia quella che in realtà è un’invenzione, una bufala,

alcuni siti e forum hanno denunciato quelle foto come la dimostrazione di atti di pedofilia legalizzata in Palestina.

Che quelle damigelle non sono in realtà damigelle, ma le incoscienti spose date in pasto a centinaia di pedofili.

Io che stavo a 200 metri da dove si è celebrato il matrimonio collettivo,

sorseggiando un milkshake,

confermo l’autenticità della scena da me sopradescritta.

Non sono le spose quelle bambine,

sono solo le damigelle.

Capito miei piccoli  tg4 ambulanti???

Invito chi ha a cuore verità e giustizia a mobilitarsi e andare ad esprimere un’opinione di diniego e disgusto su questi siti spacciatori di immondizia come  fossero notizia :

http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/2311687.html

http://hurricane_53.ilcannocchiale.it/

http://www.nntp.it/cultura-storia/2021970-pedofili-organici-di-hamas.html

http://forum.gamesvillage.it/showthread.php?t=754317

Attorno a questa clamorosa bufala addirittura si riuniscono sdegnati gruppi su facebook:

http://apps.facebook.com/causes/329391

Quelle più fastidiose, fra tutte queste pagine online,

sono quelle che si elevano a difesa dei diritti delle donne,

esclusivamente quando le donne sono discriminate da “islamisti”,

non un fiato di denuncia contro gli stupri dei nostri concittadini da Palermo a Milano a danno di extracomunitarie:

http://milleeunadonna.blogspot.com/2009/08/foto.html

Nello stile razzista e ipocrita di milleeunadonna,

come trattano gli “ebrei” le donne nei paesi musulmani?

Leggiamo un passo da un passato rapporto di Amnesty:

Le restrizioni imposte dalle autorità israeliane hanno determinato tassi record di povertà, disoccupazione e problemi sanitari per l’intera popolazione dei Territori Occupati. Le limitazioni di movimento, il rifiuto o il divieto di passaggio ai checkpoint, i blocchi e i coprifuoco causano complicazioni a catena alle donne che hanno bisogno di cure mediche, con esiti in diversi casi mortali.

Decine di donne sono state costrette a partorire ai posti di blocco o in strada, perdendo in diversi casi i loro neonati a causa del divieto di passaggio imposto dai militari israeliani. La paura di non essere in grado di raggiungere un ospedale in tempo per partorire è diventata una delle principali ragioni di ansia per le donne palestinesi.

Come potenza occupante, ai sensi della Quarta Convenzione di Ginevra, Israele ha l’obbligo di garantire adeguate cure mediche alla popolazione palestinese di Gaza e della Cisgiordania, specialmente alle donne in gravidanza. Tuttavia, Israele ignora sistematicamente quest’obbligo e spesso l’esercito impedisce l’accesso ai servizi sanitari alle donne, ai bambini e agli uomini

E come le trattano i “cristiani” le donne musulmane?

Estrapolo da un gran pezzo giornalistico di Fulvio Grimaldi:

Oggi l’Iraq è un paese con due milioni di vedove di guerra, 5 milioni di orfani, 2 milioni di sfollati e 4 milioni di rifugiati all’estero che sopravvivono nell’indigenza più assoluta, in minima parte tenuti dall’UNHCR con la bocca sopra la linea di galleggiamento. Un altro milione e mezzo è stato spazzato via da 13 anni di sanzioni. In totale tra morti ammazzati e espulsi dal circuito della cittadinanza, dal futuro, quasi vent’anni di guerra imperialista all’Iraq hanno sottratto dieci milioni di persone su 25: il 40% di una nazione. Forse soltanto Re Leopoldo del Belgio, con i suoi 20 milioni di congolesi trucidati, era riuscito a far meglio. L’80% degli iracheni, secondo la riduttiva statistica ONU, ha subito ferimenti, sequestri, morte. Non c’è famiglia irachena che non abbia vissuto la scomparsa, l’incarceramento, o la soppressione dopo tortura di uno dei suoi membri. Jewad, il cui pallone finì in un fosso su un cadavere, quando aveva nove anni, non riesce più a guardare un pallone. L’incombenza dei rastrellamenti e degli arresti arbitrari da parte di milizie o guardie, dopo quelli dei 60mila incarcerati senza processo e senza avvocati dagli Usa, è costante per qualsiasi cittadino che si muova oltre le muraglie “israeliane” erette dai pulitori confessionali attorno al suo quartiere o villaggio. Tra i profughi all’estero, tenuti al margine di società, lavoro, scuola, sanità, si è inevitabilmente sviluppata la “prostituzione di sopravvivenza”. Le irachene vengono chiamate tout court “profughe puttane”. Il loro mestiere è agevolato dal fatto che nel loro paese “liberato”, in carcere o per strada, avevano già subito stupri. C’è qualche ginocrate del femminismo anti-velo che si inalberi?

Successe così ai tempi del nazismo.

In sordina, gli ebrei venivano dipinti come dei mostri,

tanto valeva metterli nei forni.

Succede oggi in tempi di islamofobia,

se i palestinesi sono tutti pedofili vale la pena tiragli addosso una bomba atomica,

oltre il fosforo bianco che ancora respiriamo da gennaio.

approfondimenti:

http://blogs.news.sky.com/foreignmatters/Post:dcc9d723-8046-4857-b618-5c1135ba6417


Restiamo Umani

Vittorio Arrigoni

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