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Besana Brianza 4 Febbraio 1975
Gaza 14 Aprile 2011

Nasce a Besana in Brianza, non lontano da Milano, da Ettore Arrigoni e Egidia Beretta, piccoli imprenditori. I nonni, antifascisti, avevano combattuto nella seconda guerra mondiale.

Dopo il diploma di ragioneria, lavora nell’azienda di famiglia, dedicando il tempo libero all’aiuto umanitario.
Membro dell’ong “International Solidarity Movement”, dopo alcuni viaggi internazionali e in particolare uno a Gerusalemme del 2002, si interessa della causa palestinese, schierandosi duramente contro il comportamento dello Stato di Israele verso la popolazione della Striscia di Gaza, criticando la politica autoritaria e teocratica di Hamas nell’amministrazione della Striscia e quella di Fatah in Cisgiordania, considerata collaborazionista di Israele.

Nel 2005 viene inserito a sua insaputa nella lista nera delle persone sgradite ad Israele. Nell’aprile dello stesso anno, per questa ragione, è fermato in ingresso alla frontiera con la Giordania. Selvaggiamente picchiato dai militari israeliani, viene poi abbandonato in territorio giordano e salvato da militari giordani. Lo scrittore Amos Oz spiegherà ad Arrigoni che la sua presenza era a suo parere sgradita poiché avrebbe potuto testimoniare contro Istraele per crimini di guerra alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia.

Dal 2008 si trasferisce a Gaza, da dove diffonde informazioni sulle condizioni dei palestinesi gazawi. Sempre nel 2008 viene ferito e incarcerato dall’Esercito israeliano per aver difeso 15 pescatori palestinesi che cercavano di pescare nelle proprie acque territoriali.

Collaboratore di PeaceReporter, InfoPal, Radio Popolare, del quotidiano Il Manifesto, con la stessa casa editrice pubblica nel 2009 il libro “Restiamo umani”, raccolta di reportage da Gaza, tradotto anche in inglese, spagnolo, francese e tedesco, con l’aggiunta di un’introduzione dello storico israeliano Ilan Pappé.

Durante l’Operazione Piombo fuso, il suo blog “Guerrilla Radio”, nato nel luglio del 2004, ottiene notorietà internazionale in quanto unica fonte occidentale ad informare da Gaza in un momento in cui nessun giornalista aveva accesso alla Striscia. Il sito di Arrigoni diviene per alcune settimane uno dei più visitati in Italia.

Il 12 ottobre 2010 pubblica un video di risposta a Roberto Saviano, dopo la partecipazione dello scrittore ad una manifestazione pro-Israele.

Il 4 gennaio 2011 ripubblica sul proprio blog il manifesto dei giovani di Gaza “Gaza Youth Breaks Out” in segno di protesta e a favore della loro rivendicazione di libertà sia dall’occupazione israeliana sia dall’oppressivo regime di Hamas. Nelle ultime settimane della sua vita prende posizione a favore delle rivoluzioni del 2011 in corso in diversi Paesi arabi.

Testimone scomodo, attivista determinato ad andare avanti, rischiare sulla propria pelle per il riconoscimento ed il rispetto dei diritti umani, Vittorio non abdica al riconoscimento di un diritto fondamentale: la libertà di sostenere gli ultimi, i dimenticati.

La sua libertà è l’aspirazione alla libertà e alla giustizia di chi non ha voce: i reietti, gli ultimi, i miserabili, (“i migliori compagni di viaggio, i più umani”)

Scrive: “Non si è sconfitta l’apartheid negli Usa in due giorni, non si è liberata dal colonialismo inglese l’India in poco tempo. Noi non ci arrendiamo all’idea che venga vietata la possibilità di manifestare la solidarietà internazionale alla Palestina, e di lavorare laggiù per la pace fra i due paesi in conflitto”.

Vittorio crede fermamente che la causa dei diritti umani sia un valore per cui è giusto impegnare la vita e per questo combatte tenacemente fino all’ultimo.

Qui si attraversano le tappe del suo percorso grazie agli scritti che ci ha lasciato.

Con l’augurio che la sua voce, dei senza voce, sia di ispirazione e nutrimento ed il suo esempio germogli in giustizia e pace.


Stay Human