Gaza risponde a Roberto Saviano

Da Guerrilla Radio 31- 10 – 2010

Giovedì 7 ottobre a Roma è andata in scena una pantomima organizzata dai coloni israeliani che sa di istigazione alla violenza alla massima potenza, lodando ai massacri israeliani da Deir Yassin a Sabra e Shatila passando per una Gaza ridotta in macerie, un corteo di tifosi beceri e razzisti ha inneggiato a più di sessant’anni di occupazione e oppressione, al fosforo bianco contro scuole dell’ONU e ospedali, a migliaia di prigionieri politici rinchiusi e torturati nei lager, ai campi di concentramento ancora in voga nel 2010, alla costante pulizia etnica che ha prodotto e produce milioni di profughi e decine di migliaia di vittime in Palestina.

Fra i ferventi sostenitori di questo evento, che getta vergogna sul nostro Paese, c’erano Lucio Dalla, Massimo Ranieri, Raiz, Walter Veltroni, Piero Fassino, Furio Colombo, Francesco Rutelli, Giovanna Melandri, Rita Levi-Montalcini, Umberto Veronesi, Paolo Mieli, Pierluigi Battista, Giorgio Albertazzi e anche lui, l’autore di Gomorra.

Che il dolore dei torturati possa torturare i loro sogni.

In questo videomessaggio Gaza risponde a Roberto Saviano, ribatto colpo su colpo le allucinanti dichiarazioni dello scrittore estimatore di Peres rilasciate durante la manifestazione “Per la verità, per Israele.”

Restiamo Umani

Vittorio Arrigoni da Gaza city

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Da Guerrilla Radio 11 – 04 – 2011

Roberto Saviano e il razzismo di Israele

“Caro Saviano dovresti spiegarmi che differenza passa tra Brusca che brucia un bambino nell’acido e il tuo amico Peres che di bambini nell’acido, per meglio dire nel fosforo bianco, ne ha bruciati più di 350 l’anno scorso”

Più di 50 palestinesi ammazzati qui a Gaza dall’inizio dell’anno. Nessuna vittima israeliana.

Armi vietate dai trattati internazionali.

Coloni e pulizia etnica.

Omicidi extragiudiziali.

Uno dei peggiori regimi di apartheid del mondo.

Un governo che instancabilmente emana leggi razziste.

Tribunali e giudici che fanno distinzioni fra “ebrei” e “non ebrei”,

Università e istituzioni accademiche che sostengono l’occupazione e la pulizia etnica della Palestina.

E Roberto Saviano ancora a menarcela sul suo “ riconoscimento della democrazia israeliana”.

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Da Guerrilla Radio 08 – 10 – 2010

Lettera a Saviano e agli accaniti tifosi d’Israele dagli Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese

Con sgomento apprendiamo che domani, 7 ottobre, scenderanno in piazza sotto l’insegna “Verità per Israele” persone che per cultura e impegno democratico avremmo preferito veder scendere in piazza dietro l’insegna “Verità SU Israele”.

Non ci riferiamo agli organizzatori, quelli, di democrazia e di diritti umani, sappiamo che hanno un concetto ristretto a pochi intimi, né ci riferiamo ai Ferrara, ai Fassino, ai Pezzana, ai Buffa, ai Loquenzi o ai Venetti, per carità! Ma ci riferiamo alla scienziata Rita Levi Montalcini, il cui nome non può essere sufficiente a farle scegliere la difesa di uno stato che viola i diritti umani e le risoluzioni ONU da 62 anni. Ci riferiamo allo scrittore Saviano, che ha troppo ben studiato i meccanismi della camorra, i suoi crimini e le sue infiltrazioni nelle istituzioni pubbliche per non essere in grado di capire quali azioni nefande, illegali e disumane commette da 62 anni lo stato di Israele e quali sono i suoi “padrini”. Ci riferiamo a coloro che hanno sbandierato la difesa della vita e della giustizia studiando, fotografando, cantando o scrivendo, e che non possono ignorare la realtà, per quanto mistificata possa essere.

A loro ci rivolgiamo, a loro che, accogliendo l’invito di una colona israeliana, insediata illegalmente nella colonia di Gilo, e legalmente rappresentante del Parlamento italiano, usa la sua carica istituzionale tanto a fianco del governo Berlusconi che a fianco del governo di Israele.

A tutti coloro che riteniamo realmente amici della verità e, in primis, dei diritti umani ad essa comunque collegati, chiediamo: perché, invece di diffonderla quella verità, e contribuire a fermare la catena d’odio generata da violenze e ingiustizia, avete scelto di schierarvi dalla parte dello stato occupante? Perché condividete con Nirenstein la convinzione che lo stato di Israele sia “proprietario” di ogni regione che occupa illegalmente senza riconoscere i confini della Risoluzione Onu che l’ha fatto nascere? Perchè non considerate che le 73 Risoluzioni Onu sono state regolarmente ignorate da quello Stato, senza che alcun organismo internazionale alzasse un dito per fermare i crimini contro l’umanità di cui esso si macchia dalla sua nascita? Nirenstein parla di diritto a costruire insediamenti israeliani su quei territori che dovrebbero rappresentare lo stato di Palestina, ed è tanto convinta di questo diritto che lei stessa è un’occupante.
Ma voi che andrete a manifestare per la “verità”, siete mai stati a vedere cosa significa l’occupazione israeliana? Già illegale in quanto occupazione è comunque particolarmente odiosa per le violenze e l’umiliazione continua che impone agli occupati. Avete mai visto i villaggi assetati e assediati dai coloni come la vostra Nirenstein?

E come giustifica una scienziata che ha passato la sua vita per migliorare la vita umana, come giustifica l’uso del fosforo bianco e delle altre armi proibite su esseri umani di ogni età? E a un fotografo come Toscani chiediamo: ma cosa cerca con l’adesione a una tanto macabra manifestazione? Cerca qualche foto ancor più straziante di quelle che le azioni della democrazia israeliana ci hanno abituato a vedere? E al professor Veronesi chiediamo: lo sa lei che Israele impedisce alla parlamentare palestinese Khalida Jarrar di curare un tumore al cervello? Lo sa lei, che per professione cura chi soffre, quanta gente Israele fa morire per impedimento alle cure? E allo scrittore Saviano chiediamo: lei che parla, e molto bene, di legalità, lo sa lei che le pratiche di quotidiana legalità israeliana nei confronti dei palestinesi fanno impallidire perfino la camorra?

Sappiamo di parlare di FATTI e non per presa di posizione ideologica. Noi siamo un’associazione che ha nome “Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese” e chiediamo: hanno presente Saviano, Montalcini e ancor più Veronesi cosa significa avere 26 medici uccisi mentre nelle ambulanze della Mezzaluna cercavamo di salvare vite umane dalla furia di missili su cui il democratico stato di Israele faceva scrivere ai proprio bambini frasi d’odio verso altri bambini?

Come Amici dela MR Palestinese non possiamo dirci amici di chi alla giustizia sostituisce la prepotenza e l’illegalità, ma siamo amici della verità e della pace giusta, non quella che vorrebbe la Nirenstein prendendo spunto dalle parole di Tacito, ma quella che ci ispirano le parole di Primo Levi, quelle parole pesanti che interrogano tutti noi, sia quando diciamo MAI PIU’, sia quando ci chiediamo, rispetto al passato ma anche al presente: come potevate non sapere quello che stava avvenendo? E parole ancor più pesanti Primo Levi ha lanciato addosso a Israele e noi vogliamo ricordarle a chi ignorando, strumentalmente o meno, la verità, si dichiara amico di QUESTO Israele: “Ognuno è ebreo di qualcuno. Oggi i palestinesi sono gli ebrei di Israele“. Ed era quarant’anni fa che Primo Levi scriveva queste parole, gli ex terroristi dell’Hagana e della banda Stern erano riconosciuti come fondatori dello Stato e investiti di cariche rispettabili, e quando umiliazioni e massacri, che sembravano enormi, altro non erano che avvisaglie di quel che sarebbe successo poi.
Noi, Amici della MR Palestinese, per statuto e per convinzione siamo un’associazione umanitaria, ma lo siamo nel senso più integro e pieno della parola: umanitario è per noi battersi per la giustizia con metodi non violenti, e quando vediamo le ambulanze schiacciate dai carriarmati, capiamo che solo denunciando i criminali, comunque si chiamino e qualunque sia il loro passato, possiamo portare il nostro contributo per una soluzione di pace basata sulla giustizia.

Per questo non ci diremo mai amici di QUESTO Israele, ma vorremmo dirci amici di uno stato di Israele fondato sulla reale democrazia e rispettoso della giustizia e della legalità internazionale.

Siamo d’accordo con Riccardo Pacifici quando, nei confronti del criminale nazista Priebke che circola scandalosamente per le vie di Roma, afferma che “i crimini contro l’umanità non cadono mai in prescrizione”. Siamo d’accordo, ma non ci rivolgiamo a lui perché ne conosciamo l’attitudine a quella modalità di pensiero basata su “due pesi e due misure”, ma ci rivolgiamo a tutti coloro che realmente perseguono un ideale di giustizia e a loro diciamo ancora: cercate la verità SU Israele e probabilmente la troverete ancora nelle parole dello stesso Pacifici, meno nobili forse di quelle appena citate, ma sicuramente veritiere: difendere Israele significa difendere “I nostri valori occidentali”, vale a dire le risorse petrolifere, e non solo, del Medio Oriente. E’ questa la verità che cercate? E vi basta a coprire i crimini contro l’umanità di cui Israele si è macchiato ripetutamente?

A coloro che, come noi, si battono contro la pena di morte e per la libertà di espressione chiediamo: come fate a ritenere giusto che l’esercito israeliano uccida chi sventola una bandiera contro il muro infame del furto di terra e dell’apartheid? Come fate a tacere davanti agli omicidi senza processo che Israele decreta coi suoi missili assassini “mirati” a eliminare i suoi nemici, non importa se veri o presunti?

A voi che appoggiate la Nirenstein quando chiede che si tolgano targhe stradali intestate ai martiri palestinesi, non chiediamo di valutare con lo stesso metro le targhe ai tanti ex terroristi israeliani perché sappiamo che la storia è fatta anche di riabilitazioni, ma chiediamo: come potete accettare che i coloni abbiamo eretto un monumento a Goldenstein, il colono che uccise a mitragliate “qualche decina” di musulmani chini a pregare nella loro moschea? E quanti di voi sanno che ancora in questi giorni un’altra moschea è stata incendiata da coloni israeliani nei pressi di Betlemme? Un suggerimento: provate a chiamare sinagoga la moschea e poi guardatevi allo specchio.

Tanto ci sarebbe ancora da dire a chi in buona fede andrà cantando lodi al non democratico stato di Israele, ma lo spazio a disposizione non ce lo consente e quindi diciamo solo che noi proseguiremo la nostra lotta per far sì che quelle che finora sono state niente più che timide condanne morali si trasformino in sanzioni capaci di fermare le pratiche assassine che, sotto i vostri occhi chiusi e forse con la vostra complicità, Israele commette quotidianamente.

Ma vogliamo concludere questa lunga lettera con le parole di

Hanus Hachenburg,
un bambino del terribile lager di Terezin, e con quelle del poeta Mahmud Darwish, che sembrano specchiarsi a distanza di oltre cinquant’anni:

Una macchia di sporco dentro sudicie mura
e tutt’attorno il filo spinato
30.000 ci dormono… (Hachenburg)

Se avessi contemplato il volto della vittima

e riflettuto, ti saresti ricordato di tua madre nella camera

a gas, avresti buttato via le ragioni del fucile

e avresti cambiato idea: non è così che si ritrova un’identità (Darwish).

E concludiamo con la speranza che quando il popolo palestinese, finalmente, avrà ottenuto quanto impone la giustizia e avrà raggiunto la pace, non si dimenticherà di ciò che è stato. MAI PIU’, per nessuno.

Associazione Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese

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ps.

Su Facebook il nostro messaggio a Saviano è chiaro: Ci vergognamo per te Roberto.

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Da Guerrilla Radio 12 – 10 – 2010

Gaza risponde a Roberto Saviano

A Silwan, nel quartiere di Gerusalemme Est dove la comunità internazionale chiude gli occhi dinnanzi al proliferare di colonie israeliane illegali e ai crimini di coloni armati fino ai denti con licenza di uccidere certi di godere di infinita impunità nei loro delitti contro gli arabi,

bambini come piccoli Davide impugnano fionde e si sacrificano per cercare di difendere la loro terra:

Anche ieri 4 bambini palestinesi rapiti durante un raid dell’esercito israeliano: a uno dei bambini hanno sparato alle gambe.

I genitori dei rapiti non hanno idea di dove si trovino i loro figli, l’unica certezza sono le torture e gli abusi che in queste ore stanno subendo.

Mentre il parlamento israeliano si appresta a tramutare in legge l’emendamento fascista sulla cittadinanza che come descrive Gideon Levy tramuta Israele in un nuovo stato etnocratico, teocratico, nazionalista e razzista, segnatevi questi nomi dei sostenitori della manifestazione sionista della settimana scorsa a Roma:

Roberto Saviano

Lucio Dalla

Massimo Ranieri

Raiz

Walter Veltroni

Piero Fassino

Furio Colombo

Francesco Rutelli

Giovanna Melandri

Rita Levi-Montalcini

Umberto Veronesi

Paolo Mieli

Pierluigi Battista

Giorgio Albertazzi

Che il dolore dei torturati possa torturare i loro sogni.

Vik da Gaza city

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Da Guerrilla Radio 08- 11 – 2010

Roberto Saviano vieni via con me

Sull “…accoglienza d’Israele…”

Decine di migliaia, centinaia di migliaia di palestinesi sono stati fatti prigionieri politici negli ultimi anni dall’accogliente stato d’Israele, e sottoposti ogni giorno alle più terribili torture in violazione di tutte le convenzioni internazionali.

Secondo l’organizzazione per i diritti umani Addameer dal 1967 a oggi più di 650 000 palestinesi sono finiti incatenati nelle carceri israeliane, approssivamente il 20% della popolazione della Palestina occupata. Circa il 40% degli uomini palestinesi, in pratica, 1 su 2.

Solo nel mese di ottobre, Israele ha condotto 2.148 incursioni presso abitazioni palestinesi nella Cisgiordania occupata ed ha arrestato 403 cittadini palestinesi.

Centinaia i malati incatenati che non ricevono adeguate cure.

Centinaia di bambini hanno trovato calda accoglienza nelle gattabuie di Tel Aviv… Secondo la giornalista israeliana Amira Hass

700 bambini vengono rapiti ogni anno dall’esercito israeliano e detenuti contro le convenzioni di Ginevra.

Il 97% di questi bambini afferma di aver subito tortura e maltrattamenti mentre, il 14% racconta di aver subito molestie sessuali o offese verbali della stessa natura.

La settimana scorsa 2 organizzazioni israeliane per i diritti umani, B’Tselem e Hamoked hanno denunciato le sistematiche torture dello Shin Bet, i servizi segreti interni israeliani contro i detenuti palestinesi.

Anche l’inglese Defence for Children International found in agosto aveva denunciato gli abusi ai bambini palestinesi imprigionati, così come non si contano ormai più omologhi documenti di denuncia promossi da Amnesty International, Human Rights Watch e la Croce Rossa Internazionale.

Senza perdersi a spulciare i vari reports, basterebbe memorizzare queste immagini per farsi un’ idea del quadro generale dell’accoglienza:

http://guerrillaradio.iobloggo.com/1981/israele-l-esercito-piu-morale-del-mondo–foto-shock

…Roberto Saviano, vieni vieni, vieni via con me.

Vik da Gaza city