Free gaza Mov: L’ultima volta che mi hanno assassinato

25/11/2008

aggiornamento 25/12/2008

Ciao a tutti, fratelli e sorelle,
al di qua e al di là del filo spinato israeliano che imprigiona Gaza nel suo assedio.
Sto meglio, nel tepore della casa dei miei genitori,
col mio cane che non smette un secondo di scodinzolarmi attorno,
bevendo qualche arham juice, fumando le mie beedies, guardando malinconico fuori dalla finestra un giardino che si ovatta di bianco, qui nevica.

Certamente sono colto dalla famosa “febbre di Gaza”.

Non c’è rimedio se non tornare alla battaglia che ho interrotto, bisogna saper accettare il proprio destino, anche se è generoso di dolore e avaro di gioie.

Sono un leone io,
più mi bastonano, più mi imprigionano,
più rafforzano la mia determinazione verso quello in cui più credo,
che in questi ultimi mesi della mia vita è significato
libertà per la gente di Gaza,
la mia recondita famiglia.

Sono già alla terza doccia quest’oggi,
più che dalle postule delle punture d’insetto, che infestavano la prigione in cui mi hanno tenuto sequestrato, mi sto ripulendo dal loro odio, qualcosa di veramente inumano.

Sto anche facendo un pò di allenamento fisico, e di forchetta, riprendendomi i chili persi negli ultimi giorni.

Ovviamente sto scrivendo anche qualche articolo, e rilasciando interviste.
Domani o dopo cercatemi su Il Manifesto.

Sabato dovrei essere a Firenze, per un convegno sulla Palestina, poi credo che volerò a Londra, i media inglesi si sono dimostrati attenti alla nostra causa in difesa dei diritti umani.

I media nostrani, come al solito tutti a presi a non disturbare il loro datore di lavoro unico, (leggasi berlusconi e la sua truppa di pidduistipostfascistimafiosi) che quando si parla di israele pare più servizievole di quando si inginocchiava davanti alla patta di Bush.

Stay human,

Vostro Vik dall’esilio

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Stanotte offro una videopoesia,

dedicata a tutti gli innamorati che frequentano queste pagine.

Avvinghiate ai vostri fidanzati,
o abbracciati alle vostre amanti,
dinnanzi ad un tramonto romantico,
porgete vi prego un pensiero a chi come me,
gode di queste calate del sole dall’altra parte del mediterraneo.

Quando quella che si autodefinisce “l’unica democrazia del medioriente”
ci serve ogni sera piombo fuso e terrore,
laddove come ogni altra creatura di questo pianeta,
si desirebbe solo una carezza,
un fremito di calore umano godendo dello scenario di un sole che va a fare l’amore fondendosi col mare.

Un mare inquinato dall’odio israeliano,
corazzato nelle sue navi da guerra, i suoi cannoni, i suoi fucili,
i suoi proiettili, che ogni giorno si fanno tremendamente più vicini ai nostri corpi immacolati da ogni violenza o peccato.

Non ci arrestiamo.

ps

Mi si perdoni il vernacolo,
le parolacce al termine del filmato.
Sfido chiunque a rimanere impassibile dinnanzi a ciò che mi accade,
impossibile.

Restiamo umani

Vik

Tramonto di piombo (cartoline postali da Israele)

Tramonti di piombo
cartoline postali mortali
spedite da Israele ai pescatori di gaza.

Affrancate di sionismo,
bollano i guardiani dei diritti umani
con francobolli di antisemitismo.

Il portalettere in queste acque è corazzato
e rivestito d’odio,
le caselle postali paiono più delle bare galeggianti.

Non ho mai scorto tramonti più cremisi
di questi al largo delle coste di Gaza.

ps2
Pressochè ogni giorno accompagniamo i pescatori palestinesi a pescare al largo.
Ogni volta siamo assaliti da navi da guerra israeliana che ci bersagliano con tutto il loro arsenale,
ultimamente hanno iniziato a tirarci addosso persino armi chimico-biologiche.

Tutto per impedire a della povera, ma degna gente, di procurarsi di che sfamare le loro famiglie.
Il silenzio del “mondo civile” è molto più assordante dei colpi di arma da fuoco che udite nel cortometraggio.

Vik in Gaza


websites della missione: http://www.freegaza.org/
e www.palsolidarity.org