Il mio contributo alla lotta di liberazione di Gaza

10/07/2008

vittorio arrigoni blog palestinese

Guerrilla radio si trasfigura in Vittorio Arrigoni
e Vittorio Arrigoni non è solo queste agguerrite eteree pagine,
ma la ridiscesa nell’arena insanguinata
per la difesa dei diritti umani.

Entro pochi giorni isserò la mia bandiera utopia,
e coi quattro ideali inequivoci
che sono rimasti la mia primitiva bussola per la vita,
salperò in direzioni delle coste di Gaza.

Con un manipolo di attivisti pacifisti e operatori umanitari (palestinesi, europei, americani, asiatici e pure israeliani) e un carico di medicinali, puntiamo via mare verso la Palestina, la nostra preclusa patria.

Il primo agosto ci ritroveremo a Cipro,
e il 5 salperemo su alcune barche che abbiamo acquistato,
verso Gaza laddove ci attendono i rappresentati di una decina di ONG che ci hanno invitato.

Navigando su acque internazionali,
ed essendo invitati dai palestinesi,
non abbiamo ritenuto doveroso informare Israele…
Le leggi internazionali dichiarano esplicitamente che abbiamo tutti i diritti di andare a visitare Gaza.

Il nostro obbiettivo è quello di rompere l’assedio israeliano di Gaza, dimostrando tutta la nostra solidarietà alla popolazione palestinese.
Importando a Gaza contemporaneamente ai beni di prima necessita noi stessi, insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani.

La condizione umanitaria di un milione e mezzo di palestinesi, uomini donne e bambini incarcerati illegalmente in Gaza è catastrofica,
la peggiore degli ultimi 40 anni di occupazione israeliana.

Abbiamo provato a ritornare in Palestina per terra.
Ci abbiamo riprovato per aria.
Adesso ci siamo fatti seri, salpiamo via mare.

I premi Nobel per la pace Desmond Tutu e Jimmy Carter, hanno ufficialmente espresso il loro sostegno alla missione, così come diversi parlamentari inglesi. (In the UK, MPs Jeremy Corbyn and Lynne Jones, MEP Caroline Lucas, and retired MP Alice Mahon have all expressed support for this project. )

Sappiamo a quali notevoli rischi andiamo incontro,
ma siamo nello stesso tempo parecchio stanchi e frustrati dell’inerzia della comunità internazionale,
è ora che qualcuno si muova per cercare di frenare il lento genocidio di un milione e mezzo di innocenti.

Non ne possiamo più di far finta di niente,
di girarci dall’altra parte dinnanzi alle stragi quotidiane,
alla vista di quell’ immenso campo di concentramento a cielo aperto che oggi è Gaza.
Cercando di rompere l’assedio,
vogliamo restituire ai palestinesi una parte della loro libertà negata.
Porteremo con noi delle reti,
e se riuscieremo a sbarcare, per prima cosa porteremo a pescare con noi i pescatori palestinesi,
oggi ridotti a bersagli galleggianti per i cecchini sulle navi da guerra israeliane.

Qualunque sia l’esito della nostra missione,
che il nostro gesto, il nostro determinato sacrificio,
possa smuovere ulteriormente le coscienza di un mondo adulterato dall’arroganza dell’indifferenza.

Il nostro sito: The Free Gaza Movem.

Guerrilla radio ora di nuovo solo
Vittorio Arrigoni.

Approfondimenti:
Breaking into Gaza


 

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