Guerrilla Radio in volo per Tel Aviv

19/12/2005

Questo post è stato programmato in modo da apparire su questo sito nel momento stesso in cui sorvolo Israele,

successivamente sarò sottoposto agli inevitabili controlli.

(inevitabili per la mia persona, specificatamente).

guerrilla radio alias VIK

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COMUNICATO STAMPA:

AZIONE DI GIUSTIZIA PER LA PALESTINA:

SPEZZARE LA CATENA DI APARTHEID

Ho deciso di provare a tornare in Palestina.

Insieme ad un’altra decina di volontari, attivisti non violenti dell’organizzazione internazionale ISM (International Solidarity Movement), siamo giunti alla conclusione che è ora di spezzare la catena di apartheid, di agire perchè sia cancellata la lista nera israeliana che non permette più ad operatori umanitari e pacifisti come noi, (e come noi ci sono anche volontari di Christian Peacemaker Teams, International Women’s Peace Service e altre ong) di arrivare in Palestina per compiere il nostro progetto di pace e di servizio umanitario.

Abbiamo ricevuto un invito a prendere parte alla Conferenza Internazionale sulla Non-Violenza, che si terrà a Betlemme gli ultimi 3 giorni di questo mese, e vedrà impegnate delegazioni da tutti i paesi, riunitesi per condividere le proprie esperienze a sostegno della pace.
Eminenti personalità del mondo non-violento fra i quali il figlio di Martin Luther King saranno presenti in quei giorni a Betlemme.
Anche l’Autorità Nazionale Palestinese ci ha fornito il suo invito ufficiale a partecipare all’evento a nome dell’ISM.

In passato oltre duecento persone si sono viste rifiutare l’ingresso in Israele (unica via di accesso ad una Palestina ancora occupata), per imprecisate “security grounds”, ragioni di sicurezza. Questa è la scusa utilizzata dalle autorità israeliane per espellere dai propri confini volontari dei diritti umani e attivisti non violenti.

Abbiamo allora deciso di intraprendere un’azione per sbloccare questa lista nera che ci discrimina.

Arriveremo direttamente a Tel Aviv, e ci rifiuteremo, se espulsi, di prendere quell’aereo che dovrebbe riportarci a casa.

Questo potrebbe comportare una possibile nostra detenzione da parte dei servizi di sicurezza israeliani.
Abbiamo a tal ragione incaricato un avvocato affinchè supervisioni la nostra intera azione, e che cercherà di far valere i nostri legittimi diritti di entrare in Palestina.
Avremo bisogno anche di un sostegno mediatico, speriamo quindi che giornali e radio inglesi ed italiani raccolgano i nostri comunicati stampa e informino sull’evolversi della nostra azione.

Personalmente mi auguro che anche il rivoluzionario variegato emisfero dei blogs esprima la sua solidarietà nel segnalare nostri possibili aggiornamenti.

Il nostro primo intendimento è rispondere alla continua repressione e criminalizzazione esercitata da Israele contro palestinesi e internazionali impegnati in attività umanitarie.

Intendiamo mettere la parola fine a questo deliberato isolamento imposto da Israele sui civili palestinesi, negando loro la solidarietà internazionale e l’assistenza umanitaria.

Da parte mia confido che la democrazia professata da Israele si concretizzi nel pieno rispetto dei miei diritti di cittadino italiano, di viaggiare e spostarmi, di andare a ricevere e donare l’affetto di quegli amici che ho lasciato sia in territorio israeliano, che in quello palestinese.

Non ho alcun timore di rischiare sulla mia pelle
per rivendicare un diritto fondamentale come quello della libertà,
la mia libertà di portare sostegno ai più disperati,
la mia libertà di sostenere quelli che si sentono dimenticati,
la semplice libertà di ricevere abbracci da quelli che considero miei fratelli
sebbene di un’altra lingua e cultura.

Vik nasser.

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possibili aggiornamenti (???), inshallah

http://www.indymedia.org.uk/en/regions/london/

http://palsolidarity.org/


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