ALLEANZE ISRAELIANE: Uri Davis dalla nostra

22/01/2006

In quanto cittadino dello Stato d’Israele, per di più un cittadino dello Stato d’Israele classificato come ebreo, ho l’ulteriore responsabilità di urlare la mia protesta più forte e mobilitare con maggiore urgenza contro l’ingiustizia ed il crimine di guerra perpetrato dal mio Governo dato che, come cittadino dello Stato d’Israele, queste atrocità vengono commesse, purtroppo, anche in nome mio. Alzo quindi la mia voce nel modo più forte che mi è possibile per urlare: NON IN MIO NOME! Non in mio nome come individuo, non in mio nome come cittadino, non in mio nome come ebreo.”

Uri Davis

Ho passato momenti di avvilimento,
nel continuo sentirmi dire che lottare per i diritti umani
equivale a essere etichettato come anti-israeliano.
Ho sempre pensato che i diritti umani non hanno cittadinanza.
Essi dovrebbero essere universalmente riconosciuti,
e ogni essere umano dovrebbe impegnarsi affinché vengano rispettati.

Oggi nel proseguimento del nostro volontario impegno per favorire una pace duratura in medioriente, dobbiamo dare notizia di una presa di posizione decisa e promettente, l’alleanza che ci ha dichiarato una eminente personalità della società intellettuale israeliana.

Il dottor Uri Davis,
ci ha teso la sua mano per una probabile futura collaborazione,
lo incontreremo presto, con onore.
Tutto l’onore e il piacere dell’incontrare un uomo da sempre in primo piano nella lotta per i diritti umani in Israele,
che è stato il primo vero attivista a praticare la disobbedienza civile in Israele (negli anni 60)

 che ha gridato più volte ed ad alta voce: NON IN MIO NOME!,

che ha denunciato al mondo la vera apartheid dentro Israele.

Che proprio da Israele siano giunti questi incoraggianti segnali,
ci fa ben sperare affinché questo regime di discriminazione inizi a traballare,
per i cittadini israeliani arabi, per gli internazionali operatori umanitari e i palestinesi tutti,
ma non ultimo per il bene stesso d’Israele.
La futura collaborazione con Uri Davi  potrebbe essere la chiave
per smantellare la macchina di apartheid dal suo interno…

inshallah.

ps.

Dal nostro scambio epistolare,
in cui spiegavo a lui come il giudice di Tel Aviv ci ha espulsi dal paese adducendo misteriosi “motivi di sicurezza”

ecco come Uri mi ha risposto:

“Non tanto misteriosi.
La presenza di cittadini stranieri che sono testimoni di abusi dei diritti umani
perpetrati dai criminali di guerra (l’esercito israeliano ndb) rappresenta un rischio per i criminali di guerra (sempre l‘IDF).
Tutti voi potreste essere invitati per testimoniare contro di loro nei processi e poi all’AIA  e questi soldati passerebbero il resto della loro vita in prigione”

-U.D.

vittorio arrigoni – guerrilla radio


leggi anche:Noam Chomsky,  razzismo e apartheid di Israele

(vale la pena ricordare che Noam è ebreo…)

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