Vittorio Arrigoni Interrogazione parlamentare

Depositate interrogazioni alla Camera e al Senato, in modo da sollecitare un intervento più incisivo delle autorità italiane. Promotrice la deputata democratica Lucia Codurelli
di Daniele De Salvo

Arriverà presto il 15 di aprile, troppo presto e sarà già un anno da quando Vittorio Arrigoni non c’è più, ammazzato nella sua Gaza ad appena 36 anni da un gruppo di terroristi salafiti. Chi l’ha ucciso per davvero, chi ha commissionato il delitto, perchè proprio lui, considerato un fratello del popolo palestinese, non ha ancora un nome. Il processo a carico dei quattro presunti sequestratori e assassini langue, le dodici udienze sin qui celebrate non hanno aggiunto nulla a quanto si sapesse, cioè poco, e la sentenza di colpevolezza contro gli imputati, uno dei quali latitante, si vocifera nella Striscia sia addirittura già stata scritta con una condanna a dieci anni, nonostante il dibattimento in corso e il verdetto di là da venire.

Ma Egidia Beretta, mamma dell’attivista brianzolo e la sorella Alessandra non vogliono capri espiatori, non chiedono giustizia sommaria. Cercano e reclamano solo la verità. A suo tempo si erano appellate agli ex ministri degli Esterni e della Giustizia Franco Frattini e Nitto Palma come di recente a quelli attuali Giulio Terzi e Paola Severino. Solo quest’ultima si è degnata di un riscontro: «Mi ha risposto di aver incaricato i collaboratori d’esaminare la vicenda; e di ammirare la nostra contrarietà a un’eventuale pena di morte». Ma alle scarne parole di circostanza non sono seguite azioni concrete. Per questo sono state depositate interrogazioni alla Camera e al Senato, in modo da sollecitare un intervento più incisivo delle autorità italiane verso i vertici di Hamas con i quali pure non ci sono relazioni diplomatiche ufficiali.

da: http://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/2012/03/24/686122-anno_senza_arrigoni.shtml

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Interrogazione parlamentare caso Arrigoni

al Ministro degli esteri

al Ministro della giustizia

Premesso che:

il 15 aprile 2011 Vittorio Arrigoni, volontario presso l’ong “ISM, International Solidarity Movement” e reporter italiano viene ucciso a Gaza da un gruppo estremista salafita della “Brigata dei Valorosi Compagni del Profeta Mohammed bin Moslima”;

a quasi un anno dalla scomparsa e a distanza di svariati mesi dall’avvio del processo per fare luce sull’uccisione , avviato lo scorso settembre, la conclusione del procedimento sembra essere lontana;

alle udienze la famiglia Arrigoni è rappresentata dal movimento P.C.H.R., Palestinian center for human rights;

non è sempre consentito ai suoi esponenti di intervenire durante i dibattimenti;

solo in occasione di una delle ultime udienze il movimento ha potuto dare pubblicamente lettura di una missiva scritta da Egidia Beretta e da Alessandra Arrigoni, mamma e sorella di Vittorio Arrigoni;

nella lettera le due donne esprimevano la totale condanna verso la pena di morte, eventualità che si profila nei confronti dei quattro giovani alla sbarra per l’uccisione di Vittorio Arrigoni;

la famiglia Arrigoni ha inviato la lettera anche ai Ministri interrogati, oltre che al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano;

per motivi di ”sicurezza” è stata cancellata l’udienza nell’ambito del processo per l’omicidio dell’attivista italiano. Il pericolo di bombardamenti (Gaza si trova da giorni ”sotto l’assedio” di Israele) ha spinto l’autorità giudiziaria a rinviare l’udienza al prossimo 2 aprile;

i mesi sin qui trascorsi dalla morte di Vittorio Arrigoni sono stati caratterizzati da un totale silenzio da parte degli esponenti del Governo;

secondo Egidia Beretta, madre dell’attivista “Nessuno ha preso contatti con la famiglia nei mesi successivi all’uccisione, nemmeno per garantire un sostegno durante il complicato processo.”;

si chiede di conoscere:

quali iniziative i Ministri interrogati intendano adottare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, al fine di fare piena luce sui fatti che hanno portato dapprima al rapimento e poi all’uccisione del pacifista italiano.

Vita, Amati, Di Giovan Paolo, Maritati, Nerozzi, Rusconi, Soliani

24/03/2012

Il 24 aprile 2012 il Gabinetto del ministro degli Affari esteri ha fatto sapere che “conformemente alla posizione comune decisa in seno all’Unione Europea, il Governo italiano non intrattiene rapporti con le Autorità di fatto della Striscia di Gaza”. Una non-risposta dunque, che conferma la totale assenza delle Istituzioni italiane.

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