Vittorio Arrigoni: non esiste pace senza giustizia

La giustizia di Vik negata (di Ilaria Brusadelli)

Giustizia: costante e perpetua volontà di dare e riconoscere a ciascuno ciò che gli è dovuto

Non esiste pace senza giustizia.

Le parole di Egidia Beretta, madre di Vittorio Arrigoni, sabato sera hanno aperto così l’evento parliamo di Pace ricordando Vittorio Arrigoni.

“Vittorio non amava definirsi pacifista, si considerava un attivista per i diritti umani. Era un portatore di giustizia per far sì che le coscienze si scuotessero. Vittorio soffriva per la causa palestinese come quando un proprio famigliare soffre ed è diventato un giornalista per forza, non era partito per diventare un reporter. Cercava la giustizia per il popolo palestinese”.

Durante la serata sono state ripercorse le pagine di “Gaza – Restiamo Umani“, della testimonianza di Vik sull’Operazione Piombo Fuso “l’unica finestra su Gaza – ha commentato Marco Besana – e unica voce delle vittime del massacro compiuto tra dicembre 2008 e gennaio 2009“.

La giustizia che Vittorio chiedeva ma soprattutto tentava di costruire per la sua “famiglia atavica” è quella che non è spettata a lui.
Come ha detto Raffaella Puricelli: “Vittorio è arrivato da solo a Roma perché la burocrazia ha avuto il sopravvento sull’umanità“. Anche ora la burocrazia impedisce che la memoria di Vittorio abbia giustizia.

Anche il popolo palestinese, con la complicità del Governo italiano, sembra ancora lontano dalla giustizia, dal riconoscimento di ciò che gli è dovuto.
Come ha accennato l’on. Lucia Codurelli durante l’incontro l’Italia si dichiara contro la proclamazione d’indipendenza unilaterale dello Stato palestinese a settembre. Riportava ieri Michele Giorgio sulle pagine del manifesto: “L’Olp dovrebbe fare la dichiarazione alle Nazioni Unite a  partire dal 20 settembre con un discorso del presidente Abu Mazen. Dalla riunione dei ministri degli esteri dell’Ue a Sopot (Polonia) è emerso che l’Italia – assieme alla Germania, Repubblica Ceca, Olanda e Danimarca, i principali alleati di Israele in Europa – si oppone all’iniziativa palestinese mentre altri Paesi esprimono posizioni più aperte. Il ministro degli esteri Frattini ritiene «prematura» una discussione sulla «opzione Vaticano», cioè l’ipotesi che equiparerebbe la Palestina allo Stato del Vaticano, riconosciuto all’Onu come «Osservatore permanente di Stato non membro». Attualmente all’Olp è riconosciuto lo status di osservatore e il suo rappresentante siede immediatamente dopo gli Stati non membri e prima degli altri osservatori”.

L’ingiustizia che si abbatte sul popolo Palestinese dal 1948 – anno di dichiarazione dello stato di Israele – si perpetua. Il nostro Stato non è la prima volta che si schiera contro la possibilità di una dichiarazione dello stato di Palestina. Quest’estate 150 parlamentari hanno orgogliosamente firmato un documento che chiede all’ONU e ai Paesi Europei, di non procedere alla dichiarazione unilaterale di uno Stato Palestinese.

Nomi e cognomi sono stati pubblicati sul blog di Fiamma Nirenstein deputata per il Popolo della Libertà e Vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera dei Deputati.
Se la posizione del Pdl non stupisce, spiccano i nomi di deputati del partito democratico, lo stesso partito che ha promosso l’evento di sabato sera.
Schizofrenia? Conferma dell’esistenza di democrazia? Resta il fatto che il partito democratico, anche con queste firme, dimostra l’inesistenza di una vera linea politica ma, soprattutto, la certezza che chi crede nella pace imprescindibile dalla giustizia è sempre più lontano da un partito che della pace ne ha fatto solo uno slogan elettorale.

A noi il compito di non far cadere il silenzio che Vik aveva rotto” – ha ripetuto più volte Marco Besana sabato sera. La necessità di fare chiarezza, fare informazione riguarda tutti noi anche e soprattutto quando i riflettori sono spenti.

Restiamo Umani


Da: http://www.lavocedinomas.org/


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